Il National Cancer Institute degli Stati Uniti ha presentato uno studio svolto su 944 persone, parenti di 312 pazienti coinvolti nell’Anemia di Fanconi. Dalla ricerca è emerso che gli eterozigoti FA, soprattutto del gruppo FANCA – si tratta di quasi tutte le mutazioni europee – non sono, rispetto alla popolazione generale, maggiormente a rischio di sviluppo tumori. Unicamente per i maschi, la probabilità di sviluppare un tumore alla prostrata è più frequente rispetto alla popolazione generale. Il Gruppo FANCC – che interessa principalmente gli Stati Uniti e la popolazione di etnia ebrea – e anche i portatori della mutazione BRCA1/BRCA2 sono maggiormente a rischio di sviluppare tumori al seno.
UNA NUOVA GENERAZIONE DI RICERCATORI STUDIA L’ANEMIA DI FANCONI E LE POSSIBILITA’ DI CURA
Il Fanconi Anemia Research Fund degli Stati Uniti sostiene i giovani e la ricerca sull’Anemia di Fanconi: durante l’ultimo Simposio scientifico del FARF rivolto a oltre 400 partecipanti, tra medici, famiglie, ricercatori ed esperti provenienti da tutto il mondo, la Fondazione americana ha voluto premiare i giovani ricercatori che hanno presentato un progetto di ricerca durante l’incontro con due borse di ricerca da 10mila dollari ciascuna. E’ la dimostrazione di quanto è importante il coinvolgimento dei giovani ricercatori nel futuro dell’Associazione
AGGIORNAMENTO PER MEDICI E FAMIGLIE
Il FARF ha espresso la volontà di stilare una road map che accompagni i pazienti adulti nel follow-up e nella convivenza con la malattia e di promuovere un aggiornamento delle Linee Guida per la Gestione dell’Anemia di Fanconi nel 2019, testo che già negli anni passati è stato tradotto in italiano e rieditato dall’Airfa, che ne ha distribuito gratuitamente le copie a ospedali e famiglie coinvolte nell’Anemia di Fanconi.




