Ringraziamenti screening cavo orale

Martedì 11 novembre 2025, presso l’Aula Magna del Complesso Didattico di Santa Patrizia dell’AOU Luigi Vanvitelli, si è tenuto lo screening per la prevenzione delle lesioni cancerogene del cavo orale, organizzato dall’AIRFA.

Un sentito ringraziamento va alla dottoressa Unike Velleuer dell’Università di Düsseldorf e alla dottoressa Christine Krieg della Deutsche Fanconi Anämie-Hilfe per aver condiviso la loro professionalità e competenza con pazienti, familiari, medici e specializzandi presenti, offrendo un contributo prezioso attraverso una comunicazione chiara ed esaustiva.

Un grazie speciale va alla professoressa Francesca Rossi e alla sua équipe, non solo per aver messo a disposizione una location così prestigiosa, ma anche per il loro ruolo fondamentale nell’organizzazione dell’evento.

Grazie a tutti i pazienti ed alle famiglie provenienti da tutta Italia che hanno partecipato all’iniziativa.

Auguri della piccola Emma

La piccola Emma ha portato gli auguri al Papa e poi ha invitato Francesco a Loreto, la sua città! Un ringraziamento ad Emma, alla sua famiglia e a tutta la comunità di Loreto!

Festa della Mamma

Nel corso del tempo, l’Airfa è diventata un punto di ritrovo per le famiglie creando una vera e propria rete di sostegno e confronto.

Per questo, abbiamo deciso di dedicare l’intero mese alla festa della Mamma per celebrare la rete delle Mamme Fanconi attraverso le loro storie. Storie di forza e determinazione, storie di…#MammeFAntastiche!

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Eleonora Giorgia e donazione AIRFA

In cambio di una donazione in favore dell’AIRFA, la nostra volontaria Alessia de Santis ha donato all’attrice Eleonora Giorgi i croccantini dell’associazione!

Gli auguri del piccolo Gabriele

Il piccolo Gabriel ha compiuto 10 anni! Per il suo compleanno ha voluto regalare un sorriso ai piccoli pazienti Fanconi: ha deciso di donare all’Airfa quello che per lui hanno raccolto i suoi amici! Grazie Gabriel!

Lettera da Stefania

Un messaggio speciale dalla nostra socia Stefania: “Voglio condividere questo magnifico momento con tutti gli amici dell’AIRFA. Dopo un difficile percorso, Giorgia, trapiantata il 4 agosto, ha ricevuto questo grande regalo: incontrare Papa Francesco. Ringrazio tutte le mamme e in particolar modo Albina che mi è sempre stata vicina. Grazie e un saluto speciale da Giorgia”.

La vita dopo il trapianto

Credetemi, alla giovane età di 22 anni, non è affatto facile scoprire di essere malati, soprattutto se la malattia in questione è rara e ancor di più se non si conoscono tutti gli sviluppi che essa può avere. Di sicuro però una volta accettata la propria condizione, quel che resta da fare è cercare di affrontarla nel modo più sereno possibile e condividere la propria esperienza col maggior numero di persone possibile, in modo da evitare che possano compiere i tuoi stessi errori.
Ho scoperto di avere l’anemia di Fanconi abbastanza tardi rispetto a tutti gli altri, e la sua manifestazione è stata piuttosto brusca: il mio midollo aveva smesso di funzionare e il tempo per poter pensare di limitare i danni causati da un eventuale trapianto di midollo non c’è stato.
Da subito ho intrapreso l’iter terapeutico necessario e, grazie alla fortuna di aver mio fratello come donatore, tutto è stato più semplice ed immediato almeno dal punto di vista ematologico. Alle volte però, la nostra attenzione, come è naturale che sia, tende a focalizzarsi di più su alcuni aspetti piuttosto che su altri. Nel mio caso infatti, la mia attenzione ha messo al primo posto la reale possibilità di sopravvivere piuttosto che gli effetti collaterali della terapia che mi avrebbe salvato la vita. Infatti, tra i tanti effetti collaterali che la chemioterapia ha, uno è quello di colpire le ovaie, danneggiandole e mettendo a repentaglio la possibilità di avere ancora un ciclo regolare.
La fortuna però è stata dalla mia parte, e nonostante i farmaci presi, dopo nove mesi dal trapianto il ciclo mi è tornato spontaneamente ed è risorta la speranza di poter un giorno coronare il sogno di ogni donna: diventare madre. Da qui è cominciato un secondo percorso, fatto di svariati controlli per constatare la riserva ovarica rimasta e la possibilità di conservare eventualmente un po’ di ovuli per una futura gravidanza. Dopo aver girato vari ginecologi in tutta Italia sono arrivata finalmente a Bologna, in un centro all’avanguardia, per tentare la crioconservazione. La procedura che si affronta non è di sicuro facile, almeno dal punto di vista emotivo, infatti non si ha nessuna certezza dell’esito: non si può prevedere se la cura ormonale che precede il prelievo sarà efficace, né che una volta prelevato il tessuto, ci sarà un ovulo conservabile, e né tantomeno, che esso non risulterà deteriorato al momento di un eventuale utilizzo. L’unica nota positiva di questo tipo di trattamento è il fatto che è possibile ripeterlo più volte, ovviamente fintanto che il ciclo mestruale permane.
Nel mio caso purtroppo, il primo tentativo è stato vano ed il tessuto che mi è stato prelevato è risultato privo di ovuli utilizzabili, nonostante ciò non ho perso la speranza e sono determinata ad affrontare nuovamente questo iter.
Ci tengo però a dare un consiglio alle ragazze che sono consapevoli di avere questa patologia: non aspettate che il problema ematologico salti fuori, ma salvaguardatevi e sottoponetevi alla crioconservazione il prima possibile, altrimenti dopo potrebbe essere troppo tardi per coronare il vostro sogno di donna.

 

Lettera firmata

Lettera da Eleonora

Dedicato ad Eleonora, che da tre anni non è più con noi. Nell’immagine piastrelle in ceramica, con un disegno ed una poesia, dedicati ad Eleonora ed esposte in un muretto degli artisti.

Lettera da Barbara

“I colori del Gransasso con i prati verdissimi e le macchie gialle delle ginestre sono incantevoli!
Sono sull’autobus che mi riporta a Roma, all’Ospedale Bambino Gesù, dove la mia piccola Emma il 6 giugno scorso ha effettuato il trapianto di midollo, usando le mie staminali.
Sono passati pochi giorni e la strada è ancora lunga ma, sono certa che la grande ansia e la preoccupazione ormai hanno lasciato spazio ad un sentimento di tranquillità nei confronti di questo importante percorso che andava affrontato. 
Emma che ha voluto il suo microfono di Hello Kitty anche in ospedale, non appena ha potuto ha ricominciato a cantare. 
Emma che ci ha dimostrato, a me e al papà, che saper accettare i momenti difficili e veramente dolorosi, fa “allargare” il nostro sorriso.
E’ un sorriso guadagnato: il più dolce e splendente che un figlio ci possa regalare.”

                                                                                  Barbara Nardi Marini Diomedi